Collettivo

Il Collettivo di compositori In.Nova Fert è una giovane realtà di scrittura musicale “comunitaria” nata nell’estate del 2018 come tentativo, fra quattro studenti di composizione, di estendere anche in ambito creativo il sodalizio di amicizia e di collaborazione già consolidato in mesi e mesi nell’esperienza della associazione omonima.

Alla base di questo progetto vi è il presupposto irrinunciabile del confronto e del tempo investito comunemente per la maturazione di nuove idee.

Il sodalizio fra più sensibilità creative è più di una semplice forma di aggregazione, bensì la costruzione di una realtà unitaria e che in maniera unitaria si esprime anche nella composizione. Questa aspirazione, solitamente a causa della quotidiana individualità di ciascuno, rischia di tradursi nella somma di singoli contributi, esperienza interessante ma altra. La sfida che il Collettivo si pone è, invece, proprio quella di ridurre al massimo il limite individuale che è intrinseco all’atto creativo, prima ancora che operando a più mani, cercando di porsi “a più menti” rispetto l’opera di immaginazione, approssimando per quanto possibile il principio di coscienza collettiva.

Questo naturalmente non significa che la presenza individuale all’interno del progetto sia censurata o annullata in una sorta di rivendicazione impersonale. Anzi, essendo innanzitutto le stesse nature e vocazioni dei quattro componenti molto variegate nelle espressioni, il risultato si arricchisce del contributo di ognuna d’esse.

Alla base di questo progetto vi è il presupposto irrinunciabile del confronto e del tempo investito comunemente per la maturazione di nuove idee.

Il sodalizio fra più sensibilità creative è più di una semplice forma di aggregazione, bensì la costruzione di una realtà unitaria e che in maniera unitaria si esprime anche nella composizione. Questa aspirazione, solitamente a causa della quotidiana individualità di ciascuno, rischia di tradursi nella somma di singoli contributi, esperienza interessante ma altra. La sfida che il Collettivo si pone è, invece, proprio quella di ridurre al massimo il limite individuale che è intrinseco all’atto creativo, prima ancora che operando a più mani, cercando di porsi “a più menti” rispetto l’opera di immaginazione, approssimando per quanto possibile il principio di coscienza collettiva.

Questo naturalmente non significa che la presenza individuale all’interno del progetto sia censurata o annullata in una sorta di rivendicazione impersonale. Anzi, essendo innanzitutto le stesse nature e vocazioni dei quattro componenti molto variegate nelle espressioni, il risultato si arricchisce del contributo di ognuna d’esse.

Ha inoltre già ricevuto alcune commissioni. Per il Festival AngelicA di Bologna i componenti hanno scritto assieme Tripla, un polittico basato sul frammento di Philippe de Vitry da cui il collettivo stesso prende il nome, e pensato per Nicola Baroni e l’orchestra di violoncelli da lui costituita. Per Romagna Cello Days e Sebastiano Severi ha prodotto tre piccole miniature per una orchestra di violoncelli in cui giovanissimi allievi principianti ed allievi più esperti si trovano a suonare assieme.

Nel corso del 2019 ha portato avanti il proprio lavoro compositivo all’interno della più ampia programmazione di In.Nova Fert, in particolare, con i brani per la lettura concerto Song Of Myself: Omaggio a Walt Whitmanin occasione del duecentesimo anniversario dalla nascita del poeta – e la rivisitazione di Musica Ricercata di Ligeti per il concerto omonimo di In.Nova Fert Ensemble.

Per EstOvest Festival di Torino, ha ricevuto dal presidente Claudio Pasceri una commissione di un brano per quartetto d’archi e percussioni: il risultato è Dià Logos, la cui prima avverrà il 15 novembre 2019 presso il Folk Club di Torino nella esecuzione del NEXT Ensemble e Teté De Silveira.

Al termine del medesimo anno, il collettivo ho iniziato le ricerche e gli studi presso l’Archivio Maderna, in vista della commissione da parte di FontanaMix Ensemble per la scrittura di un intero concerto – documentario sulla figura di Bruno Maderna, di cui cade l’anniversario della nascita nel 2020. Sette Canzoni per Bruno è stato progettato e portato a termine durante il periodo di sconfinamento domestico, e avrà l’immensa fortuna di vedere il proprio debutto alla Biennale di Venezia il 29 settembre 2020.

Nel corso del 2019 ha portato avanti il proprio lavoro compositivo all’interno della più ampia programmazione di In.Nova Fert, in particolare, con i brani per la lettura concerto Song Of Myself: Omaggio a Walt Whitmanin occasione del duecentesimo anniversario dalla nascita del poeta – e la rivisitazione di Musica Ricercata di Ligeti per il concerto omonimo di In.Nova Fert Ensemble.

Per EstOvest Festival di Torino, ha ricevuto dal presidente Claudio Pasceri una commissione di un brano per quartetto d’archi e percussioni: il risultato è Dià Logos, la cui prima avverrà il 15 novembre 2019 presso il Folk Club di Torino nella esecuzione del NEXT Ensemble e Teté De Silveira.

Al termine del medesimo anno, il collettivo ho iniziato le ricerche e gli studi presso l’Archivio Maderna, in vista della commissione da parte di FontanaMix Ensemble per la scrittura di un intero concerto – documentario sulla figura di Bruno Maderna, di cui cade l’anniversario della nascita nel 2020. Sette Canzoni per Bruno è stato progettato e portato a termine durante il periodo di sconfinamento domestico, e avrà l’immensa fortuna di vedere il proprio debutto alla Biennale di Venezia il 29 settembre 2020.